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Medico del lavoro: quali sono gli obblighi per le aziende?

La sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale, per ridurre il rischio di infortuni e incidenti durante lo svolgimento delle proprie funzioni. Allo stesso modo è essenziale occuparsi della salute dei lavoratori, ricorrendo a un medico del lavoro qualora sussistano delle condizioni di rischio all’interno dell’azienda. Vediamo quali sono gli obblighi delle aziende e come funziona la vigilanza sanitaria dei dipendenti.

Quando bisogna rivolgersi a un medico del lavoro?

Ogni azienda è responsabile per la sicurezza e il benestare dei suoi dipendenti e collaboratori, per questo motivo esiste la medicina del lavoro. In particolare, i datori di lavoro devono sottoporre il personale a controlli periodici, una condizione indispensabile qualora esistano rischi come una rumorosità eccessiva, pericoli di natura chimica oppure l’esposizione a condizioni non salutari.

Ciò è ancora più importante oggigiorno, quando dopo l’emergenza sanitaria di Covid-19 è stata avviata la Fase 2 per la ripresa economica. In questo caso è essenziale garantire la sicurezza dei dipendenti, una responsabilità del datore di lavoro che deve assicurare condizioni idonee allo svolgimento dell’attività professionale. Fronteggiare questa difficile situazione non è semplice, per questo motivo è fondamentale rivolgersi a professionisti competenti con anni d’esperienza nel settore.

Ad esempio, il dottor Augusto Bastianello è specializzato nella Medicina del lavoro a Pordenone e Milano, operando da sempre al fianco di imprese e lavoratori per tutelare le condizioni dei professionisti. La prevenzione, infatti, è uno strumento particolarmente efficace nel contrasto delle malattie professionali e degli infortuni, inoltre consente alle aziende di evitare sanzioni e azioni da parte del personale, prendendosi cura nel modo giusto del capitale umano dell’azienda.

Quali sono gli aspetti da valutare insieme al medico del lavoro?

Il medico del lavoro non deve soltanto analizzare la salute dei dipendenti di un’impresa, ma si adopera insieme al datore di lavoro per garantire condizioni di sicurezza adeguate. Ciò comporta una serie di interventi, ad esempio per verificare e gestire i rischi presenti nell’impresa, organizzare il lavoro in modo efficiente, pianificare le misure a carattere preventivo più utili e monitorare i dipendenti per vigilare sugli infortuni e le malattie professionali.

Il medico competente deve realizzare alcune azioni d’accordo con il datore di lavoro, creando una cartella sanitaria per ogni dipendente e stabilendo visite mediche programmate, in base ai rischi e alla situazione di ogni lavoratore. Questi controlli devono essere eseguite a intervalli periodici, oppure se il dipendente ne fa espressamente richiesta. Allo stesso modo è importante sottoporre il lavoratore a una visita medica se vengono modificate e sue mansioni, oppure al termine del contratto con l’azienda.

Se tutti gli esami e le visite danno esito positivo, il medico del lavoro può esprimere un parere di idoneità del dipendente. Altrimenti potrebbe manifestarsi una idoneità parziale o temporanea, con la richiesta di ulteriori accertamenti, oppure l’invito al datore di lavoro al cambio delle mansioni in presenza di una situazione con compatibile con il lavoratore. Il diretto interessato deve ovviamente essere informato dei risultati, trattandosi di un suo diritto.

Medicina del lavoro: a chi rivolgersi?

Se l’azienda rientra nei casi previsti dalle normative di legge, quindi qualora esistano condizioni di rischio come indicato dai decreti legislativi di riferimento, è necessario nominare un medico del lavoro (DL 81/08). Questa decisione spetta al datore di lavoro, il quale deve individuare lo specialista più adeguato in base al tipo di attività e ai pericoli ai quali i propri dipendenti sono esposti.

L’accordo con il medico del lavoro deve essere ufficializzato con un’apposita lettera di incarico, all’interno della quale devono comparire alcune informazioni imprescindibili, tra cui i dati dell’azienda e del datore di lavoro, i compiti che lo specialista dovrà svolgere e la data di inizio della collaborazione. In questo caso il medico diventa responsabile dell’attuazione delle misure previste dal suo incarico, quindi deve adottare tutti gli interventi ritenuti necessari.

In presenza di violazioni o negligenza, sia il datore di lavoro che il medico possono rischiare sanzioni e interventi disciplinari. L’azienda che non provvede alla nomina del medico del lavoro può ricevere una multa fino a 10 mila euro, oltre all’arresto da 3 a 6 mesi. Lo specialista, invece, può essere destinatario di provvedimenti in base al tipo di situazione verificatasi.