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Eredità e successione: la guida completa aggiornata al 2020

L’eredità e la successione sono due argomenti non sempre facili da affrontare: quando manca una persona la normalità richiederebbe un periodo di elaborazione del lutto senza doversi impelagare in burocrazie di vario genere. Purtroppo la legge non conosce sentimenti, e dunque per gestire un patrimonio ereditato è necessario agire tempestivamente e nel rispetto delle norme, onde evitare problematiche future. Facciamo quindi chiarezza evidenziando le regole principali che riguardano il passaggio del patrimonio di un defunto ai suoi eredi.

La successione

Può essere di due tipologie: a titolo universale e a titolo particolare. La prima prevede l’eredità globale di diritti e doveri che erano del defunto, mentre la seconda è parziale, e riguarda i rapporti patrimoniali (si solito definiti dal defunto in un testamento). Si evince dunque che nel titolo universale siano compresi eventuali debiti, che si possono evitare solo rinunciando all’intera eredità.

La successione inoltre può essere testamentaria, quando il defunto ha depositato in un atto in che modo vuole che si distribuiscano i suoi beni, legittima, quando non vi sia un testamento (in questo caso interviene la legge a definire chi ha diritto) e necessaria, nel caso in cui il testatore abbia escluso i parenti più prossimi, a cui spetta sempre e comunque una fetta di eredità.

Quando si è indegni a succedere

Esistono casi in cui alcuni eredi non siano considerati degni di succedere. Questo avviene in casi molto gravi come per esempio l’omicidio (anche quando si tratti di mandatario e non esecutore), falsa testimonianza nei confronti del de cuius durante un processo giuridico, falsificazione del testamento o forzatura nel farlo scrivere. Il defunto può riabilitare tali eredi se lo esprime direttamente nel proprio testamento.

Come fare

Quando muore una persona a noi cara, dobbiamo innanzitutto sincerarci se esista o meno un testamento. Per averne la certezza ci si può rivolgere al Consiglio Notarile Distrettuale. In ogni caso, è possibile farsi aiutare da un patronato per presentare la dichiarazione di successione all’agenzia delle entrate. Si tratta di un documento che elenca proprietà immobiliari, di denaro, di preziosi, Bot e Ctt, contanti, rendite, liquidazioni, pensione ecc.

Questo documento va portato all’Agenzia delle Entrate nella sede locale di residenza del defunto. Qui verrà chiesto di pagare una serie di tasse come bolli, imposte catastali e ipotecarie e altri tributi speciali. In seguito verrà rilasciata una certificazione registrata utile ad ottenere eventuali liquidità presenti sul conto corrente. Per gli immobili la denuncia verrà trasmessa direttamente al catasto.

Quando non è necessaria la dichiarazione

Il documento di successione non è necessario quando si rinunci all’eredità e quando i successori siano parenti diretti che hanno diritto ad una liquidità inferiore ai 100.000 euro, senza alcun immobile o terreno. In caso di usufrutto, questa condizione non si eredita ma si estingue con la morte dell’usufruttuario.

Quote

I legittimi eredi hanno diritto a quote patrimoniali ben precise previste dalla legge, regolamentate se si tratti di figli unici, fratelli, coniugi o ascendenti. Il diritto di abitazione sulla casa è riservato ad un eventuale coniuge.