Comunicazioni - Global Witness abbandona il Kimberley Process
Il sistema internazionale di controllo sui diamanti insanguinati sempre più in crisi di credibilità
|
Data di pubblicazione: 11/12/2011 Altri links in rete: Comunicato Global Witness |
L’organizzazione non governativa britannica Global Witness ha annunciato di aver abbandonato il Kimberley Process, lo schema internazionale di certificazione creato per combattere il commercio dei diamanti provenienti da zone di conflitto.
La decisione è stata assunta in seguito al rifiuto del Kimberley Process di evolversi e di affrontare i chiari collegamenti tra diamanti, violenza e tirannia, rendendolo sempre più obsoleto.
Nonostante gli intensi sforzi profusi per anni da una coalizione di organizzazioni non governative, dichiara Global Witness, i principali difetti e scappatoie dello schema non sono stati corretti e la maggior parte dei governi che vi partecipano non mostrano alcun interesse ad una sua riforma.
Secondo Global Witness, “a quasi nove anni dal lancio del Kimberley Process, la triste verità è che la maggior parte dei consumatori non può ancora essere sicura sulla provenienza dei loro diamanti e neppure se servono per finanziare violenza armata o regimi abusivi”.
Secondo Global Witness, che aveva il ruolo di osservatore ufficiale all’interno del Kimberley Process, i tre test principali in cui lo schema ha fallito sono quelli riguardanti la Costa d’Avorio, il Venezuela e lo Zimbabwe.
Già due anni fa, la crisi di credibilità di questo schema internazionale, nato sotto l’egida dell’Onu, aveva indotto alle dimissioni uno degli ideatori del Kimberly Process, il canadese Ian Smillie, che lasciò il ruolo di coordinatore della coalizione Partnership Africa-Canada, una delle organizzazioni non governative che partecipano alle riunioni del Kimberly Process.