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18/12/2008

Vodafone e RCS condannate per pubblicità occulta

L’Antitrust commina una multa di 160.000 euro ciascuno, per una rubrica su Il Mondo. Ulteriori 200.000 euro di sanzione per Vodafone e H3G

Data di pubblicazione:
18/12/2008
Altri links in rete:
- Decisione Antitrust su Vodafone e RCS
- Decisione Antitrust su Vodafone
- Decisione Antitrust su H3G

Vodafone e RCS Periodici Editori sono state condannate dall’Antitrust a 160.000 euro di multa ciascuna, per pubblicità occulta.

Sotto accusa era una rubrica pubblicata nel 2007 dal settimanale Il Mondo, intitolata “Infotech”, in cui degli esperti di Vodafone rispondevano ai quesiti dei lettori e, dopo argomentazioni di carattere generale, promuovevano i prodotti della compagnia telefonica.

La rubrica, anche se riportava l’indicazione che era fatta “in collaborazione con Vodafone”, non veniva qualificata come informazione pubblicitaria aveva la stessa grafica delle altri parti del giornale.

Tuttavia, osserva l’Antitrust, non si trattava di una rubrica giornalistica ma il frutto di un accordo commerciale tra la compagnia telefonica e RCS, che “prevedeva a carico di Vodafone un esborso di 51.000,00 euro circa. Nel periodo compreso fra ottobre e novembre, Vodafone ha acquistato quattro spazi pubblicitari sulla testata Il Mondo, per un totale di 31.000,00 euro”.

L’Antitrust ha ritenuto che la rubrica si configuri come una “pubblicità ingannevole tra professionisti”, perché “la scelta di far seguire in maniera sistematica, alla descrizione generale del servizio oggetto della richiesta di quesiti da parte dell'utente, l'illustrazione del corrispondente prodotto o servizio Vodafone, unita ai toni enfatici con cui essi vengono descritti, senza qualsivoglia elemento critico, esulano dalla normale prassi redazionale di composizione di rubriche di settore”.

A chiusura di un’altra istruttoria, l’Antitrust ha condannato Vodafone a 200.000 euro di multa, per pratiche commerciali scorrette. Si tratta della pubblicità, ritenuta ingannevole, dei piani tariffari, relativi alla navigazione in Internet, che conteneva “informazioni non rispondenti al vero, riguardo limitazioni e modalità di fruizione dell'offerta”.

Anche H3G è stata sanzionata con 200.000 euro di multa, sempre per pratiche commerciali scorrette, in relazione anch’essa ad un’offerta relativa alla navigazione in Internet, la “Tre.Dati Abbonamento”, che prevedeva, a fronte del pagamento di un canone mensile di 19 euro, la possibilità di consumare 5 GB/mese di traffico dati. La pubblicità dell’offerta, però, non informava adeguatamente sul fatto che il superamento della soglia di 5 GB/mese avrebbe potuto comportare il pagamento di importi molto elevati.

Inoltre, osserva l’Antitrust, H3G “non ha posto in essere efficaci sistemi di controllo del traffico dati, per monitorare in tempo reale l’eventuale superamento della soglia di 5 GB/mese e per conteggiare i byte consumati oltre la soglia e/o in modalità roaming GPRS, comportando aggravi economici di spesa significativi ed inaspettati per i consumatori”.