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09/12/2008

Scoperti negli ospedali britannici strumenti chirurgici frutto del lavoro minorile in Pakistan

Il National Health Service propone linee guida per acquisti sanitari consapevoli

Data di pubblicazione:
09/12/2008
Altri links in rete:
- Comunicato e documenti NHS
- Articolo Guardian
- SIMA
- Video ILO

Il sistema sanitario britannico (National Health Service – NHS) ha pubblicato ieri una bozza di linee guida, affinché gli ospedali verifichino che gli strumenti chirurgici che acquistano non siano frutto di sfruttamento e di utilizzo di bambini in lavori pericolosi.

La consultazione sulla proposta di linee guida terminerà in aprile e il documento finale dovrebbe essere approvato la prossima estate.

Quello che sarà proposto agli ospedali, però, sarà un impegno volontario, sulla cui efficacia si dichiara scettica la parlamentare liberal democratica Sandra Gidley, portavoce del suo partito sui temi della sanità. “Temo che la maggior parte delle persone, che siedono negli uffici preposti all’acquisto di questi strumenti, darà solo uno sguardo distratto a questo aspetto. L’unico modo per indurli a riflettere attentamente è che queste regole diventino parte di indirizzi con carattere di obbligatorietà”, ha dichiarato Gidley al quotidiano The Guardian.

L’iniziativa dei NHS è stata adottata dopo aver scoperto che negli ospedali britannici si utilizzano strumenti chirurgici prodotti in Pakistan, in particolare nella città di Sialkot, dove viene prodotto il 20% degli strumenti chirurgici utilizzati nel mondo.

La realtà di Sialkot è stata descritta da Dr. Mahmood Bhutta, ricercatore all’Università di Oxford e specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia cervico facciale al Guy’s and St Thomas’ Hospital di Londra, in un articolo pubblicato dal British Medical Journal nel settembre 2006.

A Sialkot, questo settore occupa circa 50.00 persone, di cui 7.700 bambini dai sette anni in su (5.800 secondo le stime dell’International Labour Organization dell’Onu - ILO), con paghe da fame, senza misure di sicurezza ed esposti alle esalazioni di sostanze chimiche tossiche e corrosive, come acido solforico, acido nitrico e tricloruro di etilene.

Il 95% dei minorenni soffre di disturbi del sonno, il 50% si ferisce durante il lavoro, oltre l''80% soffre di dolori lombari, cervicali o alle spalle, mentre aumenta l’incidenza di congiuntiviti e bronchiti.

Secondo Sheraz Safder, della Surgical Instruments Manufacturers Association (SIMA) di Sialkot, “non ci sono più bambini che stanno entrando in questo settore”, anche se alcuni piccolo sub-appaltatori ne utilizzano ancora. “Complessivamente, il settore è pulito al 95%”.

Secondo il rappresentante degli industriali, il problema è deliberatamente esagerato dalle organizzazioni non governative. “Il problema di queste persone è che, senza più lavoro minorile, non potrebbero più ricevere più fondi dall’estero e non avrebbero più lavoro”, accusa Safder.

Sialkot è seconda solo alla città tedesca di Tuttlingen, che copre il 65% della produzione mondiale di attrezzature sanitarie, con circa 6.000 persone occupate. Entrambe le città hanno circa 300 aziende produttrici. Il resto viene prodotto soprattutto a Penang in Malesia, Debrecen in Ungheria e Varsavia in Polonia, con un ristretto numero di aziende. Il fatturato annuo complessivo di questo settore, nel 2005, è stato pari a 507 milioni di euro.

Per minimizzare i costi di produzione, molte aziende di Sialkot subappaltano il lavoro all'esterno, a persone che operano in genere manualmente e senza strumenti tecnologici, in piccoli laboratori o direttamente a casa, e che vengono pagate a cottimo, per una media di circa 1,50 euro al giorno.

Le aziende pakistane rivendono gli strumenti chirurgici, traendone un ristretto margine di profitto, a intermediari, che li vendono a compagnie in Germania, che a loro volta li vendono alle strutture sanitarie nel mondo. Per fare un esempio, un paio di forbici costa circa un dollaro alle aziende produttrici pakistane, che lo rivendono a circa 1,25 dollari, mentre il costo finale per gli ospedali, in particolare quelli statunitensi e dell’Unione europea, è di circa 80 dollari.

Gli strumenti chirurgici prodotti in Pakistan vengono regolarmente corredati con l’etichetta “Made in Germany”.