Discriminazione razziale, class action contro la più grande compagnia mondiale di catering
Causa da 200 milioni di dollari, promossa da undici afro-americani
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Data di pubblicazione: 02/12/2008 Altri links in rete: - Comunicato avvocato querelanti - Compass Group North America |
La più grande società mondiale di catering, la britannica Compass, è stata denunciata negli Usa per discriminazione razziale sistematica da undici dipendenti afro-americani, che hanno promosso una class action, che chiede 200 milioni di dollari di risarcimento, in favore di un migliaio di afro-americani, che sarebbero nelle stesse condizioni.
I querelanti denunciano di essere stati oggetto di epiteti razzisti da parte dei superiori, di essere stati discriminati sul lavoro e puniti con misure disciplinari e licenziamenti ritorsivi.
I fatti sarebbero avvenuti nel nuovo centro di Compass, installato a Philadelphia nel Comcast Center, il nuovo grattacielo più alto della città.
Compass è accusata di non aver fatto cessare l’uso di epiteti come “negro”, “scimmia” e “gorilla” contro i lavoratori afro-americani, che vengono costretti a consumare il pranzo negli spogliatoi e che devono pulire dopo che i colleghi bianchi se ne sono andati.
Nei servizi di ristorazione privata, afferma la denuncia, la compagnia consente di svolgere lavori a contatto diretto degli ospiti solo ai dipendenti bianchi, mentre gli altri devono stare in cucina o sono esclusi del tutto da questi eventi. Ciò sarebbe avvenuto anche lo scorso luglio, in occasione di un evento organizzato dall’Associazione dei governatori democratici, tenutasi al Comcast Center di Philadelphia, cui parteciparono anche il governatore della Pennsylvania, Edward G. Rendell, e il sindaco della città, Michael Nutter.
Sette dei querelanti sono stati licenziati, in quella che definiscono un’azione di repulisti del personale afro-americano.
Quando iniziò la sua attività al Comcast Center, Compass assunse afro-americani solo per le funzioni inferiori, anche se i candidati erano qualificati per posizioni più elevate, che però furono riservate ai bianchi.
Nonostante i fatti fossero stati segnalati alla divisione risorse umane della filiale statunitense di Compass, i querelanti affermano che la compagnia ha condotto indagini superficiali e non ha adottato misure per correggere i comportamenti discriminatori.